mercoledì 9 gennaio 2008

SOGNO E REALTA'

Com'è cieco colui che immagina
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non risce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l'uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;

e capirà che l'idea è un segmento

di conoscenza

ancora ineslicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa

nello spirituale
per piegarsi al reale.

"A treasury of Kahlil Gibran"


Cinguettio,

osservo il mondo assopita,

odo solo un cinguettio.

È un mondo immobile,

silenzioso,

guardo ma non vedo.

Gli alberi: solo barriere che impediscono

allo sguardo di perdersi nell'infinito;

ma egli si perde comunque.

Le case: realtà celate che non mi appartengono.

Le nuvole: solo sogni irraggiungibili e felicità fuggevoli.

È un mondo vuoto e statico;

in me

l'unico elemento mobile:

una lacrima.

Si affaccia al mondo e subito muore.

La sua è una morte fisica,

la mia è interiore.

Non si vede,

ma ottenebra come un velo nero,

sconvolge come un tornado,

acceca come la sabbia del deserto sollevata dal vento.

Mi abbandono.

Questo corpo mi soffoca,

ed io non posso liberarmene.

Sono rinchiusa in questa prigione, incredibilmente sola;

nessuno mi può raggiungere;

solo il Cinguettio degli uccelli.